La Conferenza Episcopale Italiana, per quanto di sua competenza, imparte le seguenti direttive pastorali e stabilisce i seguenti adattamenti liturgici:

1. Ferma restando la possibilità di svolgere le esequie nei diversi modi e luoghi previsti dal rituale, si raccomanda di conservare come normale consuetudine lo svolgimento dei funerali nella chiesa parrocchiale con la celebrazione della Messa.

2. Possono presentarsi situazioni pastorali nelle quali è opportuno, o addirittura doveroso, tralasciare la celebrazione della Messa e ordinare il rito esequiale in forma di Liturgia della Parola. La celebrazione eucaristica rimane esclusa il giovedì santo e in quei giorni che non la prevedono (venerdì e sabato santo).

3. I pastori siano premurosi nell’aiutare i fedeli a cogliere il senso profondo del funerale cristiano; scelgano tra i formulari proposti dal Rituale quelli più adatti alla situazione; utilizzino con sapienza la varietà dei testi biblici proposti dal Lezionario; sappiano utilizzare con intelligenza e discrezione il momento dell’omelia per infondere consolazione e speranza cristiane e per condurre i fedeli a una più consapevole professione di fede nella risurrezione e nella vita eterna.

4. Le esequie, per quanto è possibile, siano celebrate con il canto.

5. Il sacerdote abbia cura che la preghiera universale o dei fedeli sia conforme alla natura e alla forma propria di questo testo (cf. Introduzione all’«Orazionale per la preghiera dei fedeli»), evitando che vengano introdotte espressioni improprie e improvvisazioni.

6. Dopo la monizione introduttiva all’ultima raccomandazione e commiato, secondo le consuetudini locali approvate dal Vescovo diocesano, possono essere aggiunte brevi parole di cristiano ricordo nei riguardi del defunto. Il testo sia precedentemente concordato e non sia pronunciato dall’ambone. Si eviti il ricorso a testi o immagini registrati, come pure l’esecuzione di canti o musiche estranei alla liturgia.

7. È opportuno che nella celebrazione delle esequie i fedeli siano invitati a professare la propria fede con la recita del Credo, ad esempio dopo la proclamazione della parola di Dio durante la veglia nella casa del defunto, o presso la tomba, o anche in altro momento adatto, a giudizio del sacerdote celebrante.

8. Le indicazioni pastorali per le esequie in caso di cremazione sono riportate nel capitolo dedicato a questo rito (cf. nn. 165-167 e 180-185).

9. Il colore liturgico per la celebrazione esequiale è il viola. Nelle esequie dei bambini si usa il bianco.

10. I testi aggiunti e gli adattamenti, propri di questa edizione della Conferenza Episcopale Italiana, sono segnati con un asterisco.