Il ministero istituito del Lettore e dell’Accolito
Orientamenti pastorali

In un tempo nel quale, nella Chiesa, si fa sempre più pressante l’invito ad un’azione comune, ad un camminare insieme (prospettiva sinodale – synodos), ad un pensare con lo sguardo rivolto all’universalità e alla valorizzazione delle ricchezze comuni, risulta altrettanto necessaria la preoccupazione di non dimenticare l’essenzialità di ciò che sta al centro ovvero il punto di riferimento fondamentale della vita e della testimonianza di fede dei credenti: Gesù Cristo, il Figlio di Dio, Evangelo fatto carne, buona notizia di Dio per ogni uomo, Signore della Chiesa, sorgente di ogni autentica esperienza di comunione ecclesiale.

Il confronto con la Parola, in particolare con il testo di 1Cor 12,4-11 ci pone nella condizione di verificare con urgenza e senza ambiguità questo nostro modo di porci nella storia e nella relazione con gli altri davanti a Dio. È una Parola che conduce a riflettere sul nostro modo di essere presenti nella Chiesa, sul nostro modo di servire e sulla vocazione battesimale dei cristiani.  Ogni vita autenticamente evangelica, se non coglie qui il fondamento della sua esperienza diventa solo un esagitato darsi da fare, che ben presto termina nell’illusione, nell’autoreferenzialità e nella frustrante delusione.

Ricondurre la nostra vita, la nostra azione e la nostra testimonianza all’unico Spirito, che tutto genera e sostiene, ci pone nella condizione di aprirci all’accoglienza del dono e a riconoscere che tutto quanto in noi si compie è dono e opera sua. Questo ci condurrà ad agire con più misericordia verso i fratelli, superando ogni spirito di dominio, di vanagloria, di concorrenza camuffata di “esercizio dei carismi”, ma che si rivela ben presto come un impietoso giudizio sui fratelli più deboli della comunità. La certezza che l’unico Spirito, dono del Padre, anima la nostra testimonianza evangelica e il servire del discepolo, ci rende mendicanti di misericordia e di sapienza davanti a Dio che veramente è amore, la sorgente della luce, che sa discernere le nostre intenzioni più profonde (cfr. 1Cor 2,10). 

In questa prospettiva chiedono di essere accolti questi Orientamenti pastorali che i Pastori dell’Emilia Romagna consegnano alle comunità cristiane. Si tratta di orientamenti relativi all’esercizio del ministero istituito del Lettore e dell’Accolito e finalizzati a precisare alcune attenzioni e condizioni che permettono di svolgere questo ministero come servizio per l’edificazione della Chiesa. La vita nella comunità ecclesiale non è fondata sulla scelta gli uni degli altri né su quello della simpatia; essa, al contrario, è vita tesa con umiltà alla comunione nel nome del Signore Gesù. Essa si offre al mondo come testimonianza altra, non scontata e parla in modo eloquente mediante il linguaggio della comunione degli intenti, dell’unica fede, dell’unanimità e non della uniformità (cfr. At 4,32), secondo quanto l’unico Spirito le suggerisce, in un continuo rimando alla fonte di ogni comunione, che è l’amore di Dio manifestatosi in Cristo Gesù (cfr. 1Gv 4,7). 

La vita fraterna di comunione richiede un amore sincero e leale gli uni verso gli altri. Ciò esige di mettere al bando pettegolezzi, menzogne, antipatie, ambiguità di ogni sorta e tutto ciò che minaccia l’autentica fraternità. Il servire nella comunità ma esige alcuni atteggiamenti concreti: attenzione reciproca senza invadenze; considerare gli altri superiori a se stessi; valutare se stessi nella misura della fede (cfr. Rm 12,10); perseguire sempre ciò che conduce e contribuisce ad edificare (cfr. Rm 14,19); non stancarsi di essere cercatori della pace, del bene e dell’autentica consolazione; allontanare da sé tristezze arroganti, facili irritazioni; portare i pesi gli uni degli altri (cfr. Gal 6,2).

Tra i molteplici doni che lo Spirito del Risorto suscita nella sua Chiesa, quello del Lettore della parola di Dio e dell’Accolito, in quanto ministeri istituiti per uomini e donne, sono la testimonianza della multiforme ricchezza che anima il cammino ecclesiale. Nella dimensione propria del servire i ministri istituiti lettori e accoliti sono chiamati ad edificare l’unico corpo vivente di Cristo che è la sua Chiesa, lasciando trasparire all’umanità il volto di Dio misericordioso e compassionevole verso tutti, speranza che non delude.

Arcivescovi e Vescovi dell’Emilia Romagna


6 agosto 2023
Trasfigurazione del Signore

Premessa 

Dalla Nota orientativa della Conferenza Episcopale Italiana

«I ministeri istituiti hanno il loro fondamento teologico nella realtà della Chiesa come comunione di fede e di amore, espressa nei grandi documenti del Vaticano II. […] Ogni ministero è per l’edificazione del corpo del Signore e perciò ha riferimento essenziale alla Parola e all’Eucaristia fulcro di tutta la vita ecclesiale ed espressione suprema della carità di Cristo, che si prolunga nel “sacramento dei fratelli”, specialmente nei piccoli, nei poveri e negli infermi, nei quali Cristo è accolto e servito» (Premesse CEI al Rito di istituzione1 e 3). Come ogni ministero nella Chiesa, anche i ministeri istituiti sono contraddistinti da soprannaturalità di origine, ecclesialità di fine e di contenuto, stabilità di prestazione, pubblicità di riconoscimento (cfr. Evangelizzazione e ministeri, 68). Il “ministero ordinato”, conferito con il sacramento dell’Ordine ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, è costitutivo per la vita della Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 28). Fin dall’inizio, accanto ai ministri ordinati sorsero figure ministeriali che svolgevano servizi diversi a favore della comunità cristiana. Si tratta oggi di riscoprire il loro fondamento battesimale, radice dei “ministeri istituiti” e dei tanti ministeri di fatto che la Chiesa è chiamata a discernere per un servizio adeguato al popolo di Dio. Infatti, nel corso della storia, con il continuo mutare delle situazioni ecclesiali, sociali, culturali, l’esercizio di tali servizi nella Chiesa assume forme differenti».

I due documenti Ministeria quaedam e Spiritus Domini hanno configurato i “ministeri istituiti” del Lettorato e dell’Accolitato come possibili forme della ministerialità ecclesiale. Esse riguardano coloro che, avendo ricevuto il Battesimo e la Confermazione ed essendo dotati di un particolare carisma per il bene comune della Chiesa, dopo un adeguato cammino di discernimento e preparazione vengono istituiti dal vescovo, lettori, accoliti, con un apposito rito liturgico. La conformazione a Cristo, la comune radice battesimale e crismale pongono i ministeri nella Chiesa, ciascuno a suo modo, a servizio della edificazione del suo corpo ecclesiale e della trasmissione del Vangelo in vista dell’unica missione ecclesiale. 

«Ciascun ministero istituito ha un suo inserimento specifico nella Chiesa locale, come manifestazione autentica della molteplice iniziativa dello Spirito che riempie e vivifica il corpo di Cristo» (Premesse CEI al Rito di istituzione, 1). I ministeri istituiti trovano la loro radice nei sacramenti dell’iniziazione cristiana. Lettori e Accoliti sono battezzati la cui identità è qualificata nel Rito di istituzione per un servizio ecclesiale nella liturgia, in particolare alla mensa della Parola e del Pane (cfr. Dei Verbum, 5; 21), da cui scaturisce l’impegno stesso della vita cristiana». «Ne consegue che l’opera del ministro non si rinchiude entro l’ambito puramente rituale, ma si pone dinamicamente al servizio di una comunità che evangelizza e si curva come il buon samaritano su tutte le ferite e le sofferenze umane» (Premesse CEI al Rito di istituzione, 3) Il Lettore e l’Accolito vengono istituiti in modo permanente e stabile e assumono, da laici e laiche, un ufficio qualificato all’interno della Chiesa (cfr. I ministeri nella Chiesa, 5); dopo il rito, il Vescovo conferisce a ciascun ministro istituito un mandato per l’esercizio concreto del ministero». «I due Motu proprio consentono di far maturare una visione più articolata della ministerialità e del servizio ecclesiale, rendendo sempre più evidente quell’indispensabile apporto della donna, di cui Papa Francesco aveva già scritto, invitando di conseguenza ad «allargare gli spazi per una presenza femminile più incisiva nella Chiesa» (Evangelii gaudium, n. 103). Il fatto che i tre ministeri istituiti siano ora esercitati anche da donne rende ancor più evidente che la cura della Chiesa nei confronti dei suoi figli, soprattutto di quanti si trovano in condizioni di difficoltà, è compito condiviso da tutti i fedeli, uomini e donne» (CEI, I Ministeri istituiti del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia. Nota ad experimentum per il prossimo triennio, 5 giugno 2022, n. 1).

Il Lettorato

Identità. «Il Lettore è istituito per l’ufficio, a lui proprio, di proclamare la parola di Dio nell’assemblea liturgica (cfr. Ministeria quaedam, n. 5). In particolare, a partire da un assiduo ascolto delle Scritture, richiama la Chiesa intera alla presenza di Gesù, Parola fatta carne, giacché come afferma la Costituzione liturgica «è Cristo che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura» (Sacrosanctum Concilium, n. 7). 

Compiti. «Il compito del lettore si esplica in prima istanza nella celebrazione liturgica, in particolare quella eucaristica, perché sia evidente che la proclamazione della Parola è il luogo sorgivo e normativo dell’annuncio. Al lettore è affidato il compito di preparare l’assemblea ad ascoltare e i lettori a proclamare con competenza e sobria dignità i passi scelti per la liturgia della Parola. Il lettore/lettrice potrà avere un ruolo anche nelle diverse forme liturgiche di celebrazione della Parola, della liturgia delle Ore e nelle iniziative di (primo) annuncio verso i lontani. A questo si aggiunge il compito più ampio di animare momenti di preghiera e di meditazione (lectio divina) sui testi biblici, con una particolare attenzione anche alla dimensione ecumenica. In generale, egli/ella è chiamato/a ad accompagnare i fedeli e quanti sono in ricerca all’incontro vivo con la Parola, fornendo chiavi e metodi di lettura per la sua retta interpretazione e la sua fecondità spirituale e pastorale».

L’Accolitato

Identità. «L’accolito è istituito per il servizio al corpo di Cristo nella celebrazione eucaristica, memoriale della Cena del Signore, e al corpo di Cristo, che è il popolo di Dio, soprattutto i poveri e gli infermi (cfr. Rito di Istituzione degli Accoliti, n. 29). In particolare richiama la presenza di Cristo nell’Eucaristia della Chiesa, per la vita del mondo».

Compiti. «Compito dell’accolito è servire all’altare, segno della presenza viva di Cristo in mezzo all’assemblea, là dove il pane e il vino diventano i doni eucaristici per la potenza dello Spirito Santo e dove i fedeli nutrendosi dell’unico pane e bevendo all’unico calice, diventano in Cristo un solo Corpo. A lui/lei è affidato anche il compito di coordinare il servizio della distribuzione della Comunione nella e fuori della celebrazione dell’Eucaristia, di animare l’adorazione e le diverse forme del culto eucaristico, che irradiano nel tempo il ringraziamento della Chiesa per il dono che Gesù ha fatto del suo corpo dato e del suo sangue versato. A questo si aggiunge il compito più ampio di coordinare il servizio di portare la comunione eucaristica a ogni persona che sia impedita a partecipare fisicamente alla celebrazione per l’età, per la malattia o per circostanze singolari della vita che ne limitano i liberi movimenti. In questo senso, l’accolito è ministro straordinario della Comunione e a servizio della comunione che fa da ponte tra l’unico altare e le tante case».

Per quanto riguarda l’età dell’ammissione, si veda quanto scritto già nel documento della CEI, I ministeri nella Chiesa, 1973, che al n. 9 stabiliva il limite di 21 anni, poi innalzato a 25 anni nella delibera n. 21 del 18 aprile 1985.

Considerato quanto enunciato dalla nota della CEI, viene proposto un itinerario di orientamento per un possibile cammino formativo per le nostre Chiese locali.

1. «Per l’edificazione del Corpo di Cristo»
Il cammino di formazione spirituale

La promozione e l’ordinato esercizio dei ministeri affidati ai laici richiedono un’interiore e profonda conversione ecclesiologica nelle persone e nelle comunità. Il cammino di formazione al lettorato o all’accolitato costituisce l’ultima fase di un percorso di discernimento che il parroco opera unitamente al candidato. L’ammissione al percorso formativo non va intesa come una garanzia della futura istituzione, ma solo come l’inizio di un periodo di preparazione e di verifica durante il quale saranno valutate le attitudini della persona chiamata al ministero. Il discernimento dei carismi e il conferimento dei ministeri, infatti, sono sempre orientati ai frutti di bene in vista dell’edificazione dell’unico corpo di Cristo che è la Chiesa.

L’ammissione al percorso di formazione per l’istituzione di lettori e accoliti avviene dopo aver compiuto un cammino di discernimento con il parroco, tramite un colloquio personale con il Delegato vescovile per i ministeri istituiti o il Direttore dell’Ufficio Liturgico diocesano, ambedue coadiuvati da una équipe opportunamente costituita.

Per i ministeri del lettorato e dell’accolitato nessuno si propone autonomamente come candidato, ma viene invitato dal presbitero a riflettere sulla sua chiamata; l’iniziativa, infatti, parte sempre dalla Chiesa. La ministerialità istituita, pertanto, non intende essere un riconoscimento di prerogative particolari né un premio per i meriti acquisiti dal candidato né una promozione che potrebbe essere fraintesa come l’autorizzazione ad assommare compiti e responsabilità nella comunità cristiana. Per questo è necessario che chi si prepara al ministero istituito prenda rettamente coscienza delle motivazioni che lo ispirano, abbia non solo tempo libero e dichiari la sua disponibilità, ma soprattutto possegga maturità umana e coltivi una profonda ed equilibrata vita spirituale. In particolare, il responsabile della formazione e del discernimento sia sollecito e attento a verificare la presenza di questi atteggiamenti:

a. capacità di vivere relazioni aperte e serene;
b. seria condotta morale e professionale;
c. qualità positiva delle relazioni familiari;
d. disponibilità a vivere in modo generoso e disinteressato il servizio affidato;
e. autenticità di un cammino di fede personale, alimentato dall’ascolto della Parola, dalla pietà eucaristica e dalla carità operosa;
f. senso di appartenenza ecclesiale senza equivoci;
g. disponibilità alla collaborazione con i presbiteri della comunità e gli altri ministri;
h. apertura ad una formazione spirituale, morale e teologica;
i. disponibilità incondizionata alla formazione permanente.

La comunità ecclesiale intende i lettori e gli accoliti come collaboratori responsabili, preparati e solleciti negli ambiti del loro ministero proprio. 

Il lettore istituito è il responsabile del gruppo dei lettori. La parola di Dio è il nutrimento della sua vita, strumento dell’Alleanza tra Dio e il suo popolo, che si manifesta nel continuo dialogo testimoniato dalla Scrittura. Questo ministero istituito, da una parte, promuove momenti di approfondimento sulla parola di Dio mediante l’animazione dei Centri d’ascolto e della lectio divina, dall’altra, favorisce la prima formazione di nuovi candidati e il sostegno a chi è già in cammino. 

L’accolito istituito guida il gruppo liturgico, coordina i ministri straordinari della Comunione (sia nella formazione, che nell’assicurare la visita ai malati), guida e incentiva i ministranti ragazzi/e, giovani, si prende cura della sagrestia e si rende responsabile di tutto ciò che riguarda la dignità e il decoro della chiesa e della celebrazione liturgica. L’accolitoaiuta il presbitero e il diacono a compiere le azioni liturgiche, si impegna a rendere servizio alla comunità celebrante con sollecitudine pastorale, disponibilità e impegno. Il suo servizio non si limita in modo esclusivo alla dimensione rituale, ma si rende testimone del mistero celebrato portando ai fedeli ciò che ha attinto dall’altare. In tal modo cerca di farsi strumento dell’amore di Cristo e della Chiesa nei confronti delle persone più bisognose, dei deboli, dei poveri e dei malati attuando il testamento di Gesù affidato agli apostoli durante l’ultima Cena: «Amatevi l’un l’altro, come io ho amato voi» (Gv 15,12). Il ministro accolito nelle celebrazioni solenni (es: il Triduo pasquale) è chiamato a coordinare e guidare la preparazione, la cura e lo svolgimento dei riti.

L’abito liturgico comune a tutti i ministri istituiti è il camice o l’alba.

Al termine del tempo di discernimento e della formazione, quanti sono stati chiamati ad essere lettori e accoliti saranno istituiti con il rito previsto dal Pontificale Romano[1].

Il giorno dell’istituzione il Vescovo assegna al lettore o all’accolito una parrocchia; pertanto, senza un esplicito mandato non è possibile cambiare la sede in cui si esercita ordinariamente il ministero né è opportuno vagare da una parrocchia all’altra svolgendo il servizio ora in questa ora in quella comunità ecclesiale, senza garantire in nessuna di esse una presenza stabile. 

Il mandato per l’esercizio del ministero come lettore o accolito verrà conferito per un periodo di cinque anni, rinnovabile previa verifica del Vescovo; questi, insieme all’équipe preposta, terrà conto del cambiamento delle condizioni di vita del ministro istituito e le esigenze ecclesiali in continuo mutamento.

2. «Servire nella verità e nella carità di Cristo»
La formazione teologica, umana e pastorale

L’investimento iniziale nella formazione dei candidati, sul medio e lungo periodo, potrà risultare molto fruttuoso e, soprattutto, innescare un percorso che coinvolge altri; quindi, il cammino dovrebbe comportare un tempo di formazione della durata di almeno due o tre anni. Pertanto, è vivamente indicata la frequenza almeno al ciclo triennale di un Istituto di Scienze Religiose o ad una Scuola diocesana di formazione teologica o, in alternativa secondo il giudizio del Delegato vescovile per i ministeri istituiti, studiare un percorso che preveda corsi comuni ad ambedue i ministeri. Il cammino potrebbe contemplare un itinerario di formazione strutturato attorno a questi corsi:
Introduzione alla Liturgia
– Introduzione alla Sacra Scrittura[2]
Ecclesiologia
Anno liturgico e Liturgia delle Ore[3]
– due corsi pratici (proclamazione della Parola e servizio all’altare) come preparazione alla prassi del servizio liturgico al fine di garantire per ogni lettore e accolito la conoscenza non solo dei principi teologici, ma anche la loro applicazione nella prassi rituale; questi corsi potrebbero essere proposti dagli Uffici diocesani.

Per i lettori in modo specifico si valutano necessari:
– almeno due corsi di Approfondimento biblico da attuarsi in Scuole di formazione teologica diocesane o ISSR[4];
– un corso di Catechetica o di Teologia pastorale[5].

Per gli accoliti in maniera specifica si ritiene opportuno
– un corso di Sacramentaria [6].

Ogni corso prevede un colloquio finale.

Periodicamente si tengano incontri del Delegato vescovile per i ministeri istituiti e l’équipe incaricata, con quanti sono chiamati al lettorato e all’accolitato, possibilmente nelle parrocchie; nell’arco del cammino di preparazione, ciò consentirà ai candidati di entrare in relazione con le diverse realtà comunitarie e con parroci diversi rispetto ai contesti ecclesiali di appartenenza. Questi incontri diocesani sono finalizzati a verificare che il programma formativo scelto sia adatto alle reali esigenze di ciascuno, che la persona stia coltivando un autentico cammino di fede e di discernimento e, nondimeno, che stia progredendo nello spirito di servizio ecclesiale. Infatti, primo responsabile del percorso formativo è colui che è chiamato a questo servizio e che viene costantemente accompagnato dal parroco, sia nel percorso di fede (che si svolge in parrocchia, attraverso la partecipazione alla vita della comunità ecclesiale), sia nel servizio alla Chiesa diocesana[7].

Allegato ADOMANDA DI AMMISSIONE TRA I CANDIDATI AL MINISTERO ISTITUITO

Allegato BPRESENTAZIONE DEL PARROCO


[1] Conferenza Episcopale Italiana, Pontificale Romano riformato a norma dei decreti del Concilio Ecumenico Vaticano II e promulgato da Papa Paolo VI. Istituzione ministeri. Consacrazione delle Vergini. Benedizione abbaziale, LEV, Città del Vaticano 1980, pp. 36-46.

[2] Questi due corsi dovrebbero essere frequentati presso l’ISSR o un istituto equivalente e avere una durata di almeno 24 ore. 

[3] Anche il corso di Ecclesiologia e quello sull’Anno liturgico dovrebbero essere di almeno 24 ore. 

[4] Per almeno 48 ore totali. 

[5] Di almeno 24 ore. 

[6] Il corso dovrebbe essere di almeno 72 ore.

[7] Riferimenti bibliografici essenziali. Papa Francesco, Desiderio desideravi. Lettera apostolica sulla formazione liturgica del popolo di Dio. Commento di O. Vezzoli, Edizioni San Lorenzo, Reggio Emilia 2022; Papa Francesco, Spiritus Domini. Lettera apostolica in forma di «Motu proprio» sulla modifica del can. 230 § 1 del Codice di Diritto Canonico circa l’accesso delle persone di sesso femminile al ministero istituito del Lettorato e dell’Accolitato (10 gennaio 2021), Dicastero per la Comunicazione-LEV, Città del Vaticano 2021; Conferenza Episcopale Italiana, Ordinamento Generale del Messale Romano, LEV, Città del Vaticano 2004 (https://liturgico.chiesacattolica.it/messale-romanoterza-edizione-italiana/); Conferenza Episcopale Italiana, Un Messale per le nostre Assemblee. La terza edizione italiana del Messale Romano: tra Liturgia e Catechesi, Fondazione di religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, Roma 2020 (https://www.liturgia.it/content/messale/Sussidio-nuova-edizione-ita-Messale-Romano%20(1).pdf); Conferenza Episcopale Italiana, I Ministeri istituiti del Lettore, dell’Accolito e del Catechista per le Chiese che sono in Italia. Nota ad experimentum per il prossimo triennio, 5 giugno 2022, Roma; Conferenza Episcopale Emilia Romagna, Radunati nel Giorno del Signore. Nota Pastorale, 9 gennaio 2017, Bologna 2017; Conferenza Episcopale Emilia Romagna, Liturgia della Parola con la comunione nei giorni festivi. Sussidio Liturgico, Bologna 2019; Consulta regionale per la Catechesi, Conferenza Episcopale Lombarda, Consulta regionale per la Liturgia, Lettori, accoliti e catechisti istituiti. Orientamenti per le Diocesi lombarde, Milano 2023.

Orientamenti per il ministero istituito del Lettore e dell’Accolito