PRESENTAZIONE
È con vivo piacere e gioia che presento gli Orientamenti per il discernimento e la formazione della Catechista e del Catechista.
L’itinerario proposto desidera dare attuazione alla formazione del ministero del Catechista, istituito dal Motu Proprio di Papa Francesco Antiquum ministerium.
La Conferenza Episcopale Italiana nella 79° Assemblea Generale del 20-23 maggio 2024 ha già dato la sua approvazione al rito di istituzione del Catechista. Con questi Orientamenti si vuole proporre un percorso formativo attraverso il quale le nostre comunità cristiane siano in grado di discernere e formare coloro che sono chiamati a svolgere questo prezioso e importante servizio per il cammino di fede del popolo di Dio.
Il documento è il frutto corale degli Uffici Catechistici della nostra regione ecclesiastica che, con competenza ed esperienza maturata in tanti anni di presenza e animazione nel nostro territorio, si sono confrontati per offrire un orizzonte il più organico possibile entro il quale accompagnare i candidati al ministero del Catechista.
Gli Orientamenti, pur nella loro essenzialità, scandiscono un itinerario nel quale, oltre alle necessarie competenze biblico-teologiche richieste, si aggiungono esperienze pratiche con cui aiutare l’aspirante ad acquisire capacità espositiva e relazionale, qualità indispensabili per ogni ministero ecclesiale. Centrale in questo cammino sono l’amore e la conoscenza della Parola di Dio, come del resto il rito stesso dell’istituzione pone in evidenza. Una conoscenza, però, non solo accademica, ma esperienziale: il Catechista non solo ha studiato e approfondito contenuti della Parola, ma l’ha meditata e pregata.
Vorrei che questa non fosse percepita come una sottolineatura superflua, ma prioritaria nel cammino formativo, per essere e diventare dei testimoni della fede e non dei professionisti!
Gli Orientamenti non vogliono essere una griglia rigida, ma un aiuto alle nostre Chiese particolari, le quali hanno loro specificità, identità e tradizione formativa, e, pertanto, potranno apportare integrazioni, arricchimenti e adattamenti in questo quadro omogeneo di formazione.
Desidero ringraziare di cuore i responsabili e i collaboratori degli Uffici Catechistici delle nostre Comunità diocesane per questo prezioso servizio, nella speranza che possa essere un valido sussidio per far crescere la qualità e l’efficacia della nostra missione di annuncio ed evangelizzazione.
Reggio Emilia,
23 luglio 2024
Festa di Sant’Apollinare
+ Arcivescovo Giacomo Morandi
Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla
Presidente Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna
IL MINISTERO DEL CATECHISTA
Orientamenti per il discernimento e la formazione
Nel solco della tradizione…
In linea generale, si può qui ritenere che la catechesi è un’educazione della fede dei fanciulli, dei giovani e degli adulti, la quale comprende in special modo un insegnamento della dottrina cristiana, generalmente dato in modo organico e sistematico, al fine di iniziarli alla pienezza della vita cristiana. A questo titolo, senza confondersi formalmente con essi, la catechesi si articola in un certo numero di elementi della missione pastorale della chiesa, che hanno un aspetto catechetico, preparano la catechesi o ne derivano: primo annuncio del vangelo, o predicazione missionaria mediante il kèrigma per suscitare la fede; apologetica o ricerca delle ragioni per credere; esperienza di vita cristiana; celebrazione dei sacramenti; integrazione nella comunità apostolica e missionaria.
Giovanni Paolo II, Catechesi Tradendae, 16 ottobre 1969, 18.
…raccogliendo le sfide del nostro tempo…
Lo Spirito chiama anche oggi uomini e donne perché si mettano in cammino per andare incontro ai tanti che attendono di conoscere la bellezza, la bontà e la verità della fede cristiana. È compito dei Pastori sostenere questo percorso e arricchire la vita della comunità cristiana, anche con il riconoscimento di ministeri laicali capaci di contribuire alla trasformazione della società attraverso la «penetrazione dei valori cristiani nel mondo sociale, politico ed economico».
Francesco, Antiquum Ministerium, 10 maggio 2021, 5.
…secondo uno stile ministeriale.
I due documenti “Ministeria quaedam” e “Spiritus Domini” hanno configurato i “ministeri istituiti” del Lettorato e dell’Accolitato, “Antiquum ministerium” il ministero del Catechista, come possibili forme della ministerialità ecclesiale. Esse riguardano coloro che, avendo ricevuto il Battesimo e la Confermazione ed essendo dotati di un particolare carisma per il bene comune della Chiesa, dopo un adeguato cammino di discernimento e preparazione, vengono istituiti dal Vescovo Lettori, Accoliti o Catechisti, con un apposito rito liturgico. […] I Catechisti sono battezzati la cui identità è qualificata nel Rito di istituzione per vivere più intensamente lo spirito apostolico e servire l’annuncio e la maturazione della fede della comunità cristiana. «Ne consegue che l’opera del ministro non si rinchiude entro l’ambito puramente rituale, ma si pone dinamicamente al servizio di una comunità che evangelizza e si curva come il buon samaritano su tutte le ferite e le sofferenze umane».
CEI, I ministeri istituiti del lettore, dell’accolito e del catechista, per le chiese che sono in Italia, 5 giugno 2022, 3.
1. IDENTITÀ E COMPITI DEL CATECHISTA ISTITUITO
Il Catechista, in armonica collaborazione con i ministri ordinati e con gli altri ministri, istituiti e di fatto, si dedica al servizio dell’intera comunità, alla trasmissione della fede e alla formazione della mentalità cristiana, testimoniando anche con la propria vita il mistero santo di Dio che ci parla e si dona a noi in Gesù. Il ministero del Catechista richiama la presenza nella Chiesa e nel mondo del Signore Gesù, che per l’opera dello Spirito Santo chiama ogni uomo alla salvezza, rendendolo nuova creatura in Cristo (cfr. 2Cor 5,17), servo del Regno di Dio nella Chiesa.
Compito del Catechista è formare alla vita cristiana, attingendo alla Sacra Scrittura e alla Tradizione della Chiesa. In primo luogo, questo compito si esplica nella cura della catechesi per l’iniziazione cristiana, sia dei bambini che degli adulti. A questo si aggiunge anche l’ufficio più ampio di accompagnare quanti hanno già ricevuto i sacramenti dell’iniziazione nella crescita di fede nelle varie stagioni della loro vita.
È il ministro che accoglie e accompagna a muovere i primi passi nell’esperienza dell’incontro con la persona di Cristo e nel discepolato quanti esprimono il desiderio di una esperienza di fede, facendosi così missionario verso le periferie esistenziali.
Infine, a lui/lei può essere chiesto di coordinare, animare e formare altre figure ministeriali laicali all’interno della parrocchia, in particolare quelle impegnate nella catechesi e nelle altre forme di evangelizzazione e nella cura pastorale.
Tra le possibilità indicate dal Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, la Conferenza Episcopale Italiana sceglie di conferire il “ministero istituito” del/la Catechista a una o più figure di coordinamento dei catechisti dell’iniziazione cristiana dei ragazzi (cfr. n. 9) e a coloro che «in modo più specifico svolgono il servizio dell’annuncio» nel catecumenato degli adulti (cfr. n. 10). Il Catechista, secondo la decisione prudente del Vescovo e le scelte pastorali della Diocesi, può anche essere, sotto la moderazione del parroco, un referente di piccole comunità (senza la presenza stabile del presbitero) e può guidare, in mancanza di diaconi e in collaborazione con Lettori e Accoliti istituiti, le celebrazioni domenicali in assenza del presbitero e in attesa dell’Eucaristia.1
2. IL PERCORSO VERSO L’ISTITUZIONE
a. Orientamenti generali
Il Signore chiama chiunque è istituito in un ministero a mettere a disposizione tutto se stesso, «stabiliter»2, per l’edificazione dei fratelli.
Le comunità (Consigli pastorali) con i loro presbiteri presentano i candidati, i quali saranno istituiti dal Vescovo dopo un tempo di adeguato accompagnamento e formazione da parte di un’Équipe di esperti.
Il Vescovo, infatti, in primo luogo riconosce tale vocazione e ne valuta l’utilità per un servizio determinato all’interno della realtà ecclesiale locale; in un secondo tempo li istituisce con il rito liturgico proprio; infine, con un atto giuridico, conferisce il mandato per quel ministero specifico.
La nota dei Vescovi Italiani sui Ministeri3 sottolinea tre «verbi» che si configurano come obiettivi generali da perseguire nel percorso verso la costituzione del Ministero del catechista: aiutare, perfezionare, consentire. Se si osservano i compiti affidati al ministero del catechista, oltre all’accoglienza e all’accompagnamento delle persone in cammino, si nota anche una particolare attenzione al servizio di coordinamento e alla cura della formazione di quanti agiscono nell’ambito:
– dell’Iniziazione alla vita cristiana;
– del catecumenato degli adulti e degli adolescenti;
– della collaborazione alla custodia della fede nelle diverse età della vita.
È auspicabile quindi che il discernimento e la formazione sostengano la crescita di una ministerialità estroversa e dinamica, dedita alla valorizzazione della proposta della comunità, quale primo educatore, come sottolineato dal Documento Base4. Dunque, partendo da questi presupposti è necessario aiutare le candidate e i candidati nell’opera di discernimento personale sulla propria vocazione.
b. Criteri di base per il discernimento
Donne e uomini di profonda fede che:
– sono formati alla Parola di Dio;
– vivono un servizio nella propria comunità;
– coltivano una vita spirituale, alimentata e caratterizzata anche dal servizio svolto;
– si sentono chiamati a un servizio ecclesiale più ampio e qualificato;
– compiono la scelta di offrire una disponibilità stabile di corresponsabilità;
– possiedono attitudini a formare e coordinare altre persone che svolgono una ministerialità “di fatto” nell’azione di evangelizzazione ecclesiale;
– sono disponibili a intraprendere un cammino di discernimento e di formazione.
Si può essere istituiti ministri della catechesi, a partire dai 25 anni e, indicativamente, non oltre i 65 anni.
Di preferenza non dovrebbero essere istituiti come Catechisti:
– coloro che hanno già iniziato il cammino verso l’Ordine sacro e in particolare sono stati ammessi tra i candidati al diaconato e al presbiterato: come già ricordato, il ministero di Catechista è un ministero laicale ed è essenzialmente distinto dal ministero ordinato che si riceve con il Sacramento dell’Ordine;
– i religiosi e le religiose (indipendentemente dalla loro appartenenza ad Istituti che hanno come carisma la catechesi);
– coloro che sono disponibili solo ad un servizio esclusivamente rivolto agli appartenenti ad un determinato gruppo, associazione o movimento ecclesiale;
– coloro che insegnano la religione cattolica nelle scuole, a meno che non svolgano insieme altri compiti ecclesiali a servizio della parrocchia o della diocesi.5
c. Candidatura ed Équipe diocesana ministeri
Prima di accedere al percorso formativo, la richiesta delle candidate e dei candidati, presentati dal proprio Parroco, o Moderatore, sentiti i consigli pastorali delle comunità di appartenenza, saranno ascoltate e valutate da un’Équipe diocesana per i ministeri.
È infatti opportuno ricordare che, avendo questo ministero «una forte valenza vocazionale che richiede il dovuto discernimento da parte del Vescovo» ed essendo il suo contenuto definito dalle singole Conferenze Episcopali (in conformità a quanto espresso in Antiquum ministerium), non tutti coloro che svolgono un servizio di catechesi o di collaborazione pastorale, devono essere istituiti.6
È importante che l’Équipe diocesana per i ministeri non sia composta da soli presbiteri ma, tenendo conto anche di diverse competenze (teologiche, pastorali-catechistiche, psicologiche, pedagogiche…) veda una presenza equilibrata di presbiteri e laici oltre che di uomini e donne.
L’Équipe diocesana per i ministeri si interfaccia con chi si occupa della formazione e dell’accompagnamento dei candidati e, anche dopo l’istituzione, continua ad accompagnare i ministri, monitorando l’effettiva partecipazione ai percorsi di formazione permanente.
d. Tappe del percorso di formazione e discernimento
1° Tappa (minimo 50 ore)
Aiutare nel discernimento sull’idoneità intellettuale, spirituale e relazionale dei candidati.
La prima tappa mira ad esplorare quei compiti di relazione, collaborazione, coordinamento, valorizzazione, ascolto, corresponsabilità, ai quali è chiamato il ministro.7 Questa fase iniziale si configura come area di approfondimento di una spiritualità biblica e di acquisizione di competenze psicopedagogiche:
– lo spirito dell’evangelizzatore nella sacra Scrittura (10 ore);
– incontriamo Gesù: una ripresa degli Orientamenti CEI per l’annuncio e la catechesi (10 ore);
– corresponsabilità nella cura dei soggetti pastorali8 (10 ore);
– laboratori-esperienze in situ9.
Inoltre, si eserciterà ad individuare e valorizzare: a) risorse personali e della tradizione della propria diocesi; b) esperienze comunitarie significative per l’Annuncio. Quest’esperienza dovrà essere anche un’opportunità per far emergere e osservare le capacità e lo stile con cui i candidati si muovono nella dimensione della concretezza, per contribuire ad una progettazione coinvolgente e offrire una comunicazione intelligente ed empatica.
2° Tappa (minimo 40 ore)
Perfezionare la formazione in vista del servizio specifico, con la pratica di attività pastorali adeguate.
La seconda tappa indica una fase dedicata ad alcune ulteriori ‘competenze’ del ministero della catechesi.
Questa seconda fase si configura come area di approfondimento relativamente alla Bibbia nella catechesi e al legame tra catechesi e liturgia:
– imparare a leggere i vissuti alla luce della Scrittura (10 ore);
– l’arte e la profondità della narrazione biblica (10 ore);
– laboratori-esperienze in situ (20 ore): catechesi e liturgia, un dialogo da continuare (20 ore):
– Liturgia, una catechesi in atto;
– uso liturgico della Parola di Dio: quale incidenza nel vissuto comunitario?
– qualità celebrativa e potenzialità evangelizzatrice per un rinnovato impegno missionario.
3° Tappa (minimo 20 ore)
Consentire un aggiornamento biblico, teologico e pastorale continuo.
La terza tappa indica la preparazione dei candidati in prossimità dell’istituzione. Riguarda quindi coloro per i quali il Vescovo, sentito il parere dell’Équipe diocesana ministeri, ha deciso di procedere per l’istituzione.
Questa fase deve servire anche a porre le basi per la futura formazione permanente dei ministri:
– occasioni di preparazione spirituale e preghiera, a forte impronta biblica, anche residenziali.
3. ISTITUZIONE DEI MINISTRI DELLA CATECHESI
Giunti al termine del percorso formativo, con una valutazione positiva dell’Équipe diocesana per i ministeri, il Vescovo può procedere al conferimento del Ministero10 nella domenica della Parola, III del tempo Ordinario. L’istituzione può avvenire nella chiesa cattedrale o nella parrocchia di appartenenza, secondo le indicazioni del rito che verrà approvato dalla CEI.
4. FORMAZIONE PERMANENTE, MONITORAGGIO E VERIFICA
È fondamentale che l’Équipe diocesana ministeri, assieme ai soggetti formatori e all’ufficio catechistico diocesano, preveda da subito il percorso di formazione permanente per quanti saranno istituiti. Tale percorso potrà approfondire maggiormente gli aspetti indicati nella formazione iniziale, anche in virtù dell’esperienza concreta che i ministri della catechesi si troveranno ad affrontare.
È auspicabile che le metodologie utilizzate siano varie (lezioni tradizionali, laboratori, momenti residenziali, esperienze, ecc…) e, anche a tal fine, il numero di ore complessivo potrà essere modulato a seconda delle esigenze.
Trattandosi di una fase sperimentale, è importante che i diversi processi messi in atto vengano periodicamente verificati dall’Équipe diocesana per i ministeri e, se necessario, modificati. L’insieme del percorso formativo, quindi, non può essere fissato una volta per tutte, ma è opportuno che si mantenga una flessibilità nei curricula, acquisendo utili sollecitazioni dalla prassi pastorale e dall’esperienza dei ministri. È importante però che i percorsi, compresi quelli per la formazione continua, mantengano sempre:
– una forte impronta biblica;
– un approfondimento di questioni specifiche;
– un’esperienza-laboratorio con cui confrontarsi.
5. SOGGETTI CHE SI OCCUPANO DELLA FORMAZIONE E CURRICULA FORMATIVI
Per la formazione, compresa quella permanente, è bene che tutti i principali soggetti formatori collaborino e siano coinvolti, possibilmente senza appaltare in modo esclusivo ad un unico soggetto il percorso. Sarà quindi importante, tenendo conto degli orientamenti qui indicati, fare riferimento a Istituti, Facoltà, Scuole di Teologia, Laboratori e Centri Culturali, presenti nel territorio delle diverse Diocesi, ma anche all’Ufficio Catechistico diocesano, all’Ufficio liturgico e alla stessa Équipe diocesana ministeri, che, là dove lo si ritenesse utile, potrebbe anche diventare il luogo di sintesi sinodale di tutte queste competenze.
28 giugno 2024
Sant’Ireneo di Lione
Arcivescovi e Vescovi dell’Emilia-Romagna
ALLEGATI
I documenti allegati in questa sezione finale, vogliono essere strumenti per aiutare una fase iniziale di discernimento individuale e comunitario. Essa può essere scandita in una serie di passi da affrontare per giungere ad una disponibilità di fronte al proprio Vescovo.
- Riconoscere. È importante riconoscere una disponibilità ad un servizio ecclesiale stabile e improntato ad una corresponsabilità matura e generosa.
- Confrontarsi. Il confronto comunitario e la ricerca del senso autentico di una ministerialità istituita costituiscono un secondo passo.
- Mettersia disposizione. La domanda formale del/la candidato/a costituisce un atto personale di responsabilità, oltre che l’inizio di un percorso di verifica.
- Dialogare. L’Équipe diocesana per i ministeri e il gruppo di formatori costituiscono lo spazio del dialogo per orientarsi verso il ministero.
- Formarsi. Impegnarsi in modo attivo nel percorso di formazione precedente l’istituzione e in maniera permanente costituiscono risorse fondamentali per tenere viva la propria scelta ministeriale.
Allegato A – Ammissione tra i candidati
Allegato B – Presentazione del parroco
[1] Francesco, Lettera Apostolica in forma di motu proprio Antiquum Ministerium, 5.
[2] Conferenza Episcopale Italiana, I ministeri istituiti del lettore, dell’accolito e del catechista, per le chiese che sono in Italia, nota ad experimentum per il prossimo triennio, 5 giugno 2022, 3.
[3] Cfr. Conferenza Episcopale Italiana, I ministeri istituiti del lettore, dell’accolito e del catechista, per le chiese che sono in Italia, nota ad experimentum per il prossimo triennio, 5 giugno 2022, 3c.
[4] Cfr. Conferenza Episcopale Italiana, I ministeri istituiti del lettore, dell’accolito e del catechista.
[5] Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Lettera ai Presidenti delle Conferenze dei Vescovi sul rito di istituzione dei catechisti (Prot. N. 627/21), 8.
[6] Ivi 7.
[7] Conferenza Episcopale Italiana, I ministeri istituiti del lettore, dell’accolito e del catechista, 5: i ministri istituiti «non saranno semplici esecutori delle indicazioni dei presbiteri e dei diaconi, ma veri animatori di assemblee presiedute dal pastore d’anime, promotori della corresponsabilità nella Chiesa e dell’accoglienza di quanti cercano di compiere un itinerario di fede, evangelizzatori nelle varie situazioni ed emergenze di vita, interpreti della condizione umana nei suoi molteplici aspetti (cfr. Apostolicam Actuositatem, n. 24)».
[8] Possono essere affrontati temi inerenti: affettività; povertà, vecchie e nuove; ambiente; cittadinanza digitale; psicologia evolutiva: compiti di sviluppo nei cicli dell’esistenza; gestione dei conflitti; economia nella vita della comunitaria; partecipazione responsabile ai consigli pastorali e per gli affari economici; nuove forme di partecipazione comunitaria.
[9] Si tratta di dare vita ad alcuni momenti dedicati alla progettazione pastorale. L’attività necessita di ambientazioni particolari e di stili laboratoriali. Potranno far parte di questa fase formativa: progettazioni su Kerigma ed arte, o su nuovi stili comunicativi; elaborazione di percorsi di catecumenato in vista della vita matrimoniale; progetti di coordinamenti per gli itinerari catechistici; elaborazione di strumenti per gli iter del catecumenato degli adulti…
[10] Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (cur.), Ritus De Institutione Catechistarum, 13 dicembre 2021.
Testo edito da Edizioni delle Grazie, Faenza 2024



