Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna
Gesù Cristo, speranza che non delude
Nota pastorale sulla celebrazione delle esequie cristiane
Gesù Cristo «è l’unica vera speranza, che supera ogni umana attesa e rischiara gli infiniti secoli»1. Lui, il crocifisso e risorto atteso nella sua venuta gloriosa, è l’unico capace di illuminare e dare senso al mistero della morte. La morte di una persona cara è uno snodo significativo nella vita di tutti, un evento capace di aprire l’orizzonte personale alle domande di senso che possono trovare risposta solo alla luce del mistero pasquale del Signore.
Come frutto dell’Anno giubilare dedicato alla speranza, in ascolto del fedele Popolo di Dio e dei presbiteri che con fedeltà – e non senza fatica – vivono il proprio ministero nell’accompagnamento delle persone e delle famiglie che vivono l’esperienza della morte, noi Arcivescovi e Vescovi dell’Emilia-Romagna desideriamo riproporre il testo Cristo nostra speranza2 a tutti gli operatori pastorali per poter meglio rispondere alle sfide che interpellano le comunità cristiane del nostro territorio sul tema delle esequie cristiane. In particolare riteniamo necessario ribadire alcune attenzioni pastorali.
Anzitutto, al nascondimento e al disorientamento vissuti dalla nostra società davanti all’evento della morte, le nostre Chiese sono chiamate a rispondere con una fede e una celebrazione ancorata al mistero pasquale del Signore Gesù. Le esequie non siano solo un momento di generico ricordo, ma siano autentica celebrazione cristiana, pasquale, perché il mistero della morte sia illuminato dall’unica vera speranza, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo.3
Di fronte alla insistente deriva della privatizzazione della fede e del lutto, l’accompagnamento pastorale prima, durante e dopo la celebrazione delle esequie, abbia una forma e un coinvolgimento autenticamente ecclesiale: normalmente sia la parrocchia il luogo della celebrazione. La celebrazione delle esequie cristiane non è consentita presso strutture particolari quali abitazioni private, luoghi per la cremazione, sale del commiato (funeral house).
È necessario, pertanto, investire soprattutto nella creazione, nella formazione e nell’effettiva operatività di un gruppo di fedeli, in comunione con il parroco, dedicato alla preparazione e all’accompagnamento delle persone, attraverso le molteplici possibilità e forme previste dal Rito delle esequie.4
I presbiteri rinnovino, da parte loro, la fiducia nella Chiesa attraverso la fedeltà alle forme, ai tempi, ai luoghi e alle parole consegnate nel Rito delle esequie. Dedichino del tempo a conoscere e a far conoscere il libro liturgico, per «evitare di derubare l’assemblea di ciò che le è dovuto, vale a dire il mistero pasquale celebrato nella modalità rituale che la Chiesa stabilisce».5
Nella celebrazione delle esequie cristiane si tengano in considerazione le Precisazioni della CEI: le esequie, per quanto è possibile, siano celebrate con il canto, senza l’esecuzione di musiche e testi estranei alla liturgia cristiana. Si evitino preghiere dei fedeli con espressioni improprie, troppo lunghe e improvvisate. Se ritenuto opportuno pastoralmente, possono essere aggiunte brevi parole di cristiano ricordo nei riguardi del defunto, se il testo è precedentemente concordato e non pronunciato dall’ambone; si eviti il ricorso a testi o immagini registrati.6
In assenza di motivazioni contrarie alla fede, la Chiesa non si oppone alla cremazione.7 In questo caso, la celebrazione liturgica delle esequie preceda la cremazione.8 Si rispettino tutte le norme consegnate dalla Chiesa: non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo o la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti;9 la conservazione delle ceneri rispetti i recenti interventi del Dicastero per la Dottrina della Fede.10
La celebrazione delle esequie cristiane, inclusa la celebrazione dell’Eucaristia, alla presenza delle ceneri di una persona defunta, è permessa nelle diocesi dell’Emilia-Romagna alle seguenti condizioni: (a) in accordo con il Codice di Diritto Canonico, la cremazione non deve essere motivata da intenzioni contrarie all’insegnamento cristiano (cf. can. 1176 § 3);11(b) l’Ordinario diocesano deve esprimere il suo giudizio sulla opportunità di celebrare le esequie, compresa la celebrazione dell’Eucaristia, alla presenza dell’urna con le ceneri, tenendo conto delle circostanze concrete di ciascun caso, nel rispetto dello spirito e del contenuto delle norme canoniche e liturgiche;12 (c) deve essere garantito integralmente il rispetto delle indicazioni del Rito delle Esequie (nn. 181-191).
Al fine di sostenere gli Orientamenti pastorali contenuti nel testo Cristo nostra speranza, in particolare l’accompagnamento e la formazione di gruppi pastorali dedicati all’attuazione delle possibilità previste dal Rito delle esequie, la Commissione regionale per la Liturgia potrà proporre incontri o altre attività formative, anche in collaborazione con gli Uffici liturgici diocesani.
Infine, l’approfondimento del Rito delle esequie, la diffusione, la condivisione e l’attuazione degli Orientamenti espressi nel documento Cristo nostra speranza eviteranno disparità di comportamenti fra gli operatori pastorali, testimoniando «una Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato», sostenuto dalla speranza che non delude (cfr. Rm 5,5).13
«Per vivere in eterno, dunque, non occorre ingannare la morte, ma servire la vita, cioè prendersi cura dell’esistenza degli altri nel tempo che condividiamo. Questa è la legge suprema, che viene prima di ogni regola sociale e le dà senso».14
Questa nota pastorale, approvata dai Vescovi della Regione Ecclesiastica Emilia-Romagna, è stata redatta dalla Commissione regionale per la Liturgia e dalla Commissione presbiterale regionale, attingendo al precedente documento di orientamento pastorale Cristo nostra speranza (2020) e dagli interventi del Magistero, in particolare i recenti documenti del Dicastero della Dottrina della Fede.
Bologna, 15 agosto 2026, Assunzione della B.V. Maria
Gli Arcivescovi e i Vescovi delle Chiese dell’Emilia-Romagna
Testo degli Orientamenti:
www.liturgiaemiliaromagna.it/cristo-nostra-speranza-orientamenti-pastorali-esequie/
Note
[1] Prefazio Messa giubilare, formulario B.
[2] CEER, Cristo nostra speranza. Orientamenti pastorali sulla celebrazione delle esequie cristiane, 2020 (https://www.liturgiaemiliaromagna.it/cristo-nostra-speranza-orientamenti-pastorali-esequie). La CEER aveva già emanato il 23 aprile 2000 una nota pastorale dal titolo La Chiesa e l’aldilà, ripresa dagli Orientamenti L’Eucaristia e la liturgia, culmine e fonte dell’evangelizzazione. Orientamenti liturgico-pastorali, Ed. S. Lorenzo, Reggio Emilia 2008, nn. 85-93.
[3] CEI, Rito delle esequie (=RE), Premesse generali, n. 1.
[4] CEI, Presentazione, nn. 4-5. Si veda anche CEER, L’Eucaristia e la liturgia, n. 88.
[5] Francesco, Desiderio desideravi, 23.
[6] CEI, Precisazioni, nn. 4-6.
[7] RE n. 165. DDF, Ad resurgendum cum Christo, n. 8: «nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto».
[8] RE n. 167.
[9] DDF, Ad resurgendum cum Christo, n. 7. CEER, L’Eucaristia e la liturgia, nn. 91: «Non si accetti di prevedere celebrazioni o benedizioni di ceneri quando si sa che le ceneri del defunto verranno disperse oppure che si conserverà l’urna cineraria in un luogo diverso dal cimitero».
[10] Dicastero per la Dottrina della Fede, Risposta a Sua Em.za, il Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, circa due quesiti relativi alla conservazione delle ceneri dei defunti, sottoposti a cremazione, 9 dicembre 2023.
[11] RE n. 180. Infra nota 7.
[12] RE n. 180.
[13] Leone XIV, Omelia per l’inizio del ministero petrino, 18 maggio 2025.
[14] Leone XIV, Angelus, 13 luglio 2025.



